
Tra zagare e zampilli si apre il giardino dedicato alla cura del patrimonio botanico della villa: dalle specie esotiche agli agrumi, a cavallo tra storia e sperimentazione.

Posto sul livello immediatamente inferiore al giardino del Casino della villa, probabilmente destinato a frutteto in origine, è un giardino meno rigoroso nella scansione del suo disegno. Vi si accede dagli alti muri laterali e, come tutti i terrazzamenti, è abbellito da una fontana centrale che qui rappresenta due tritoni nell’atto di soffiare acqua in due cannule metalliche che convergono verso un alto spruzzo centrale.
La peculiarità di questo giardino risiede nella presenza di due volumi gemelli, addossati al muraglione a monte, adibiti a ricovero delle piante in vaso, scanditi da ampie finestrature verso sud. Oggi valorizzati, grazie ai recenti lavori di restauro, assolvono alla loro funzione storica e permettono – nella stagione calda – di ospitare eventi e visite.


Incastonato nel muro di contenimento e al centro delle due limonaie, si apre un vano semicircolare con decorazione musiva in rocce spugnose e conchiglie. Questo piccolo ninfeo ospita una fontana con un gruppo scultoreo raffigurante Ercole fanciullo, collocato su una roccia ricoperta di una coltre di felci capelvenere che viene irrorato da uno spruzzo che sgorga dalla sommità della fontana.
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