villa viva
Dallo sfarzo barocco dei Mosca alla moderna eccellenza didattica:
scopri la storia di una dimora dove arte, natura e formazione si intrecciano da secoli.
Villa Caprile si annovera tra le residenze storiche più affascinanti di Pesaro, celebre in tutta Italia per il giardino all'italiana e i suoi giochi d’acqua. La sua genesi è legata all'ascesa della famiglia Mosca: originari di Bergamo e facoltosi mercanti di seta, Pietro e Alessandro Mosca si stabilirono in città nel 1550, divenendo in breve tempo figure di spicco dell’aristocrazia locale.
Fu il marchese Giovanni Mosca, nel 1640, a dare impulso alla costruzione di una dimora estiva che sorgesse sul poggio denominato "Caprile", integrando strutture preesistenti in un nuovo, armonioso complesso. La Villa divenne presto un crocevia culturale di rilievo europeo, ospitando personalità del calibro di:
- Stendhal, maestro del realismo francese;
- Giacomo Casanova, celebre avventuriero e letterato;
- Carolina di Brunswick, Principessa di Galles.
Il vero vanto della tenuta è il suo articolato sistema di giardini. Qui si conservano, quasi unici nel loro genere per integrità e funzionamento, i scenografici giochi d'acqua di impianto seicentesco, progettati per stupire e dilettare gli ospiti tra vialetti e fioriture.Il destino della Villa mutò radicalmente verso la fine del XIX secolo.
Nel 1876, la struttura fu riconvertita in "Scuola pratica di Agricoltura", dando inizio a una vocazione didattica che continua ancora oggi. Dal 1923, il complesso è passato in gestione alla Provincia ed è sede dell'Istituto di Istruzione Superiore "A. Cecchi", unendo così la magnificenza del passato alla formazione delle nuove generazioni.

Oratorio di San Francesco
Ristrutturato nel 1768, come testimonia l'iscrizione ancora leggibile sul prospetto principale, l'oratorio dedicato a San Francesco si presenta come una colta citazione del mondo antico. L’intera struttura, dal disegno della facciata all’organizzazione degli spazi interni, rivela una profonda ispirazione ai canoni dell'architettura classica.
Lo spazio interno è dominato da una solenne volta a botte, sostenuta da un sistema di colonne centrali che ne definiscono il ritmo. Questa navata principale è affiancata da due ambienti laterali più contenuti, disposti in una rigorosa simmetria che conferisce equilibrio all'insieme.
La raffinata geometria del soffitto si riflette nel disegno del pavimento, creando una corrispondenza visiva che amplifica la percezione dello spazio.
Nelle nicchie absidali trovano posto le statue di San Carlo Borromeo e di Costante Barzi, figure che legano la spiritualità del luogo alla storia della committenza.Sopra l’altare maggiore, il fulcro visivo è rappresentato da un pregevole stucco raffigurante San Francesco che riceve le stimmate, un'opera che unisce la solennità della cornice architettonica al pathos del momento mistico.

Istituto Agrario Cecchi
La storia dell’Istituto Tecnico Agrario “A. Cecchi” è strettamente connessa alle vicende dell’ Accademia Agraria che, sorta a Pesaro nel 1827, volle nella stessa città la creazione di un’istituzione agraria. Nel mese di maggio 1876 si presentò l’occasione di acquistare “la splendida Villa di Caprile che per l’estensione dei fabbricati e per avere annesso un podere, parte in piano e parte in colle, era singolarmente adatto all’impianto della Colonia”.
La Colonia si trasformò in Regia Scuola Pratica d’Agricoltura con Convitto annesso (già esistente dal 1876). Il decreto per la trasformazione data 2 gennaio 1881.