
nella galleria della villa, attraverso sculture e simboli senza tempo, prende vita un dialogo tra arte e devozione
L’apparato decorativo della Galleria vide la luce verso la fine del 1796, stagione di grande fermento architettonico per la villa. Fu il marchese Francesco Mosca a farsi promotore di questi interventi, raccogliendo l’eredità del padre, Carlo Mosca Barzi, e portando a compimento l’ambizioso progetto di restauro e ampliamento della dimora di famiglia.
L’ambiente si distingue per il suo respiro monumentale — sviluppandosi su una lunghezza di oltre 24 metri — e per un linguaggio estetico profondamente intriso di gusto classico.

Il vero fulcro narrativo della Galleria è affidato a otto pannelli scenografici, che rievocano episodi salienti della storia degli Apostoli. La realizzazione di questo ciclo plastico fu affidata alla maestria dello scultore riminese Antonio Trentanove, figura di spicco capace di fondere il rigore formale dell’epoca con una raffinata sensibilità decorativa.


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