
dal mito di Fetonte alle acque feconde dei fiumi, la stanza si fa custode di un messaggio eterno di prosperità
In questo ambiente, la mano di Giulio Cesare Begni dà vita a uno dei racconti più suggestivi della mitologia classica: la sfortunata vicenda di Fetonte, il giovane che osò guidare il carro del Sole, finendo però per precipitare dal cielo.
L’identità della stanza è definita dalle immagini di Fetonte sulle pareti, nelle lunette, il pittore ha ritratto diverse divinità fluviali:


La decorazione sale poi verso i pennacchi (gli spazi triangolari tra le arcate), dove vediamo le Eliadi, sorelle di Fetonte, raffigurate nel momento cruciale della loro trasformazione, consumate dal dolore per la morte del fratello, le fanciulle si trasmutano lentamente in pioppi. Le loro lacrime, secondo la leggenda, si indurirono fino a diventare preziosa ambra.

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